Il cambiamento era nell’aria.

Niente gadget, badge senza logo, pochissimi banner e molti rumors... La convention annuale degli sviluppatori FileMaker si è aperta ad Orlando all’insegna del pettegolezzo e della caccia alle informazioni.

Ma non solo.

L’acquisizione da parte della Apple della startup italiana Stamplay - piattaforma di sviluppo rapido - già da mesi aveva attirato l’attenzione della FileMaker e messo in agitazione gli sviluppatori di tutto il mondo.

Il 6 agosto 2019 nel keynote di apertura della 24esima edizione della FileMaker DevCon arriva quindi la notizia tanto attesa: dopo aver cambiato CEO nel corso dell’anno, la FileMaker ha un nuovo nome. Che poi è un vecchio nome.

La FileMaker lascia il posto alla Claris

Nel 1987 la Apple decise di confluire tutte le sue applicazioni - da MacPaint a AppleWorks - in una nuova sussidiaria, chiamata Claris. Nel tempo molti prodotti sono stati rivisti o abbandonati, riportati in Apple o eliminati.

Nel 1998 la Apple decide di rinominare in FileMaker la sua applicazione di punta, l’applicativo per la creazione e gestione di database.

Nel 2019 la FileMaker si trova ad un bivio: da un lato la piattaforma cresce e prospera, dall’altro nel settore il nome FileMaker non riesce a scrollarsi di dosso il peso degli anni.

“Claris era una delle migliaia di possibilità che avevamo per un nuovo nome - ha spiegato il neo-CEO Brad Freitag - Volevamo essere onesti sulla nostra storia, sulla nostra eredità”.

La scelta di rinominare la FileMaker in Claris International nasce per poter finalmente diversificare i suoi prodotti oggi tutti identificati sotto al nome FileMaker Pro.

L’acquisizione di Stamplay

L’acquisizione di Stamplay, che permette agli sviluppatori di collegare senza scrivere codice decine di web services, da Dropbox a Slack, è la chiave di volta di questa rivoluzione.

Questo servizio permette di fornire ai clienti una interfaccia intuitiva per automatizzare i flussi di lavoro grazie a servizi basati sul cloud, senza richiedere la scrittura di integrazioni personalizzate, proprio in linea con la filosofia che dirige gli sviluppi di FileMaker da sempre.

La suite di prodotti della neo-tornata Claris si arricchisce di un tool essenziale nel mercato attuale per mettere in comunicazione le molte - a volte troppe - applicazioni che sono in uso nelle aziende.

“Molte compagnie hanno decine o centinaia di processi che devono essere automatizzati, ma c’è una scarsità di bravi developer” ci spiega Freitag.

L’idea di base è che con tool come FileMaker Pro e Connect le aziende possono risolvere le necessità di automazione senza dover assumere più sviluppatori. Non lo nasconde Brad Freitag: “Se ci fate caso, la nostra vision è sempre stata quella di rendere le più potenti tecnologie accessibili a chiunque”.

Claris Connect

Il CEO di Stamplay, Giuliano Iacobelli si è trasferito da Roma alla Silicon Valley ed è pronto a guidare il team di sviluppo del suo applicativo che prenderà il nome di Claris Connect e che permetterà a FileMaker e ai suoi sviluppatori di raggiungere una flessibilità impensabile fino ad oggi.

Claris Connect sarà venduto separatamente rispetto alle licenze FileMaker, mantenendo così la sua precedente base utente, ma permettendo agli sviluppatori FileMaker di fare un deciso passo avanti.

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