Nella prima parte dell'articolo ci siamo chiariti le idee sul glossario che ci servirà per gestire al meglio le credenziali di sicurezza in FileMaker: account, set di privilegi, menù, barra degli strumenti e formati ora non hanno più segreti. Dopo il primissimo passo, la creazione dell'account, vediamo adesso come mettere in sicurezza la nostra casa-database, per renderla a prova di convivenze turbolente (o di poligami un po' distratti).

La privacy prima di tutto: lo script di avvio

Abbiamo visto come quanto fatto fino ad ora non sia sufficiente per dormire sonni tranquilli. Il nostro ospite è tra quelli presenti nella lista e dispone di una serie limitata di azioni possibili (set di privilegi), è vero. Ma potrebbe comunque imbattersi in una serie di strumenti potenzialmente pericolosi, se utilizzati in modo improprio (telecomando, porte di accesso su stanze riservate, etc).

Tradotto in linguaggio FileMaker: l’utente autorizzato, pur avendo un set di privilegi limitato, potrebbe accedere ai menù e magari vedere o far eseguire script, accedere alla barra degli strumenti, passare in modalità Trova, Anteprima o Scheda, modificare lo zoom, etc.

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Tutti strumenti che non devono essere lasciati a portata di utente inesperto. E per limitarne l'utilizzo va settato uno script di avvio che fa sparire o lascia a disposizione quanto sopra, in funzione di chi accede.

Ipotizzando di avere due utenti (un Amministratore ed un Utilizzatore), lo script dovrebbe essere così impostato:

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Il menù Vuoto (appunto vuoto, privo di ogni comando) lo si crea andando in File - Menu personalizzati (comando presente solo sulla versione advanced di FileMaker).

Il risultato finale di tanta fatica sarà:

  • Niente menù.
  • Niente barra degli strumenti.
  • Niente possibilità di passare da una modalità all’altra (Trova, Anteprima, Scheda, Usa).
  • Niente possibilità di agire sullo zoom.09

 

5 dritte per il perfetto padrone di casa

1. Fate particolare attenzione ad assegnare privilegi se poi trasformate la vostra applicazione in runtime. O meglio: in caso di runtime ricordatevi di creare anche un utente full access al fine di poter far girare gli script nel modo corretto, senza limitazioni che potrebbero creare problemi alla vostra soluzione.

2. L’attività di definire i privilegi, accessi, limitazioni è da fare alla fine del lavoro di programmazione del vostro database! Anticipando questo passaggio, rischiereste di dover rifare n volte la parametrizzazione dei vari utilizzatori.

3. Se proprio volete lasciare la barra degli strumenti (il famoso telecomando), ricordatevi che avete la possibilità di rendere invisibile la presenza di uno o più formati. Questo semplicemente ricorrendo al comando File - Gestisci - Formati, deflaggando poi i formati che volete nascondere.

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Tenete conto anche di un'altra caratteristica della barra degli Strumenti: i comandi sono personalizzabili dall'utente, non a livello di file ma a livello di applicazione. Se si personalizza la barra all'interno di un qualunque file, le modifiche verranno riportate su tutti i file aperti su quella postazione, fino a successiva modifica. Un utente può quindi modificare le impostazioni su un suo file di cui ha tutti i privilegi, per poi ritrovarsele pari pari sulla nostra soluzione blindata. Non proprio la situazione ideale per dormire sonni tranquilli.

4. Potete impostare un utente di default. In altri termini, è possibile fare in modo che, all'apertura del database, si acceda con un determinato utente. Per far questo è sufficiente andare in File - Opzioni file e inserire nella finestra di dialogo il relativo Nome Utente e Password.

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5. Se decidete di ripulire il vostro database da tutte le funzioni natìe (Barra strumenti, Menù, etc.), ricordate che gli utenti devono essere in grado di interagire con la soluzione. L'utente deve cioè essere messo nelle condizioni di fare tutte quelle operazioni per le quali è autorizzato. In termini concreti, è essenziale predisporre pulsanti ai quali si associano script di navigazione, creazione nuovo record, passa al modo trova, stampa. Chi entra in casa nostra deve quindi trovare su ogni parete (formato) degli interruttori (pulsanti) che permettano di compiere azioni - sempre in funzione della tipologia di ospite  e dei suoi privilegi.

Conclusioni (e avvertenze ai poligami)

Se dedicherete la giusta attenzione alle funzioni sopra riportate avrete buone probabilità di avere un vita serena - o per lo meno, avrete fatto del vostro meglio per meritarvela! Tornando all’allegoria della casa, un ultimo consiglio: evitate di portarvi a casa l’amante o altri ospiti potenzialmente pericolosi. Piuttosto, portateli fuori a cena in un bel ristorante o in un hotel! In altri termini: in  nome della tranquillità domestica, l'idea di fare un bel database parallelo potrebbe non essere una scelta del tutto sbagliata...

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