Ogni versione maggiore di FileMaker, ovvero ogni versione accompagnata da un numero intero, porta con sé importanti novità e funzionalità aggiuntive (qualsiasi riferimento alla versione 8,5 è totalmente voluto). La 10 ci ha portato i trigger, la 11 i portali filtrati e i grafici, la 12 un nuovo motore grafico, la 13 il WebDirect, i Popover e il NascondiSe.

La versione 14 in questo non fa eccezione. Più che sulle nuove funzionalità (nonostante alcune golose aggiunte, come la riproduzione audio/video su iOS e il potenziamento di FileMaker Server) la nuova versione punta però su altri fronti: la reintepretazione dell’interfaccia di sviluppo (ovvero sugli strumenti grafici dei formati, che Evelyn Strappaveccia commenta qui), l’ambiente di scripting e l’ambiente di calcolo.

E sono proprio questi due ambienti, strettamente correlati e pressoché immutati fin dalle prime versioni, a subire la più grande modifica della storia di FileMaker.

FileMaker 14: cosa cambia nella nuova release

One small step for a man, one giant leap for mankind

Neil Armstrong su FileMaker 14

Entrambi gli ambienti sono stati ripensati su un layout a tre colonne. Nel caso dell’ambiente di calcolo i dati sono nella colonna di sinistra, il calcolo al centro e gli operatori logici e le funzioni a destra (fig. 1). Nell’ambiente di scripting invece, nella colonna di sinistra vengono elencati gli script, in quella di centro vengono visualizzati gli script su cui lavoriamo e a destra le istruzioni di script (fig. 2).

  ambiente-motore-calcolo-FileMaker14

ambiente-script-FileMAker14

Il cambiamento, che accomuna entrambi gli ambienti, non è tanto grafico quanto di filosofia operativa. Si è cercato di rendere entrambi gli ambienti quanto più simili possibile ad un editor di testo “puro”, ovvero più in linea con gli ambienti di sviluppo tradizionali, mantenendo allo stesso tempo la semplicità di uso punta-e-clicca e il cattura errori di calcolo propri di FileMaker, da sempre croce e delizia degli sviluppatori proprio per l’impossibilità di prescindere dal mouse.

Anche se il primo impatto richiede di ripensare il proprio lavoro e abbandonare alcuni vecchi automatismi (soprattutto per chi da da una vita è abituato al vecchio ambiente), lavorare con la nuova versione è infinitamente più veloce e soddisfacente.

L'ambiente di calcolo

L’ambiente di calcolo consente adesso di ordinare e cercare per nome sia i campi che le funzioni, e permette di individuare immediatamente il tipo di campo tramite un'icona. Ma la novità principale, e più gradita,  è che man mano che si scrive vengono suggerite le funzioni compatibili con quanto appena inserito, con annesso un breve help on-line. Ad esempio, per inserire get(parametroscript), già scrivendo get(pa viene mostrata la funzione intera.

Davvero un grande aiuto, che di fatto limita di molto l’utilità dell’elenco delle funzioni. Non a caso è stato previsto un pulsante per nasconderlo, permettendo all’utente di concentrarsi sul calcolo puro.

L'ambiente di scripting

L’ambiente di scripting ha subito modifiche ancora più profonde: è un'unica finestra che va fruita da sinistra a destra. La colonna di sinistra contiene l’elenco degli script del file (con annesso filtro per nome), i comandi per creare script, cartelle, i segnaposti per gestire la presenza degli script dei menù. In sostanza, tutto ciò che offriva la finestra di gestione script nel vecchio ambiente, con un comando in più: oltre al vecchio esegui script compare ora il pulsante debug, che lancia lo script direttamente nello script debugger (ovviamente nella versione Advanced). In questa colonna è disponibile anche un menù contestuale con i comandi utilizzabili (ctrl-click). La stampa degli script viene lanciata direttamente dal menù File.

Un click su uno script permette di visualizzarlo nella colonna centrale, mentre un doppio click consente di mantenere lo script aperto mentre si naviga l’elenco. Una funzione molto comoda, che permette di tenere aperti in parallelo più script nella medesima finestra. Certo, una sequenza di una decina di script dai nomi lunghi può diventare difficile da interpretare, ma è sempre possibile aprire uno script in una nuova finestra tramite il menù contestuale. Creando un nuovo script apparirà una etichetta vuota sopra la parte centrale della finestra. Per assegnare un nome o modificarne uno già esistente. è sufficiente un doppio-click.

Una volta creato uno script si notano subito… i colori. Le singole righe e i contenuti immessi sono colorati secondo un codice specifico (in azzurro i comandi con cui poter interagire direttamente, in nero quelli che hanno conservato le vecchie finestre, in viola i nomi dei campi, etc). È possibile utilizzare la tastiera per creare nuove righe e muoversi all’interno di uno script. Un a capo crea una nuova riga: anche in questo caso, scrivendo le prime lettere appare un elenco delle istruzioni con annesso help-on line. In alternativa le istruzioni possono essere inserite mediante il metodo classico, utilizzando la colonna di destra. La colonna di destra è infatti riservata alle istruzioni di script, che possono essere ricercate per nome o ordinate. È anche possibile creare un proprio elenco di istruzioni preferite, che vengono visualizzate in cima all’elenco.

Analogamente all’ambiente di calcolo, sono presenti i pulsanti per nascondere e mostrare l’elenco degli script e delle istruzioni a seconda delle preferenze e del momento.

Altra cosa che colpisce sono i numeri di riga. Ogni istruzione ha un proprio numero (cosa che semplifica molto la vita), ed è anche possibile lasciare righe bianche (cosa utilissima per i fanatici degli script strutturati come il sottoscritto): aprendo lo script con una versione precedente vengono visualizzati come commenti vuoti.

Ma attenzione: non è un editor di testo puro. Una volta impostata l’istruzione, in alcuni casi (come ad esempio If[]) che prevedono l’accesso diretto al motore di calcolo con un singolo parametro è possibile sia scrivere direttamente nella riga che accedere all’ambiente di calcolo.

In tutti gli altri casi le opzioni vanno comunque impostate in finestre molto simili a quelle tradizionali, accessibili tramite le icone corrispondenti affianco alla riga.

In conclusione

La versione 14 rappresenta sicuramente un gigantesco passo in avanti, sia in termini di velocità che di comodità, che da solo giustificherebbe l’aggiornamento della versione per chiunque faccia di FileMaker un utilizzo più che occasionale. Tuttavia, molte vecchie pellacce dello sviluppo, in giro dalle prime versioni dovranno abbandonare una serie di automatismi ormai collaudati per mettere piede sul nuovo mondo: soffriranno da cani, magari per addirittura quasi mezz’ora.

E voi, cosa ne pensate di FileMaker 14? Raccontaci le tue impressioni e condividi le tue idee con gli altri Guru: scopri la comunità FileMaker su Guru Corner!

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