FileMaker 18 è finalmente disponibile.

A ogni nuova versione di FileMaker gli sviluppatori contano ansiosamente le novità, cercando di capire in che modo possano aprire nuovi scenari o anche solo semplificare il lavoro (e, diciamocelo, se vale la pena di investire sull’aggiornamento alla nuova versione). FileMaker 18 conferma la roadmap annunciata, portando un paio di grandi novità e una serie di miglioramenti minori ma comunque interessanti.

Veniamo subito alle novità:
È stato totalmente rinnovato il tool di importazione dati. Oltre ad aver rinnovato l'interfaccia (si, decisamente i colori aiutano molto) sono state aggiunte molte funzioni a uno strumento rimasto pressoché immutato dalla versione 6. Adesso possiamo selezionare i campi in cui importare i dati da una lista con possibilità di ricerca. Sono certo che anche tu vedendo la nuova interfaccia proverai una forte emozione ripensando a QUEL database con tabelle da centinaia di campi su cui hai dovuto operare   per importare dati.

Inoltre è possibile utilizzare ogni record nel file sorgente per dare il nome ai campi da importare quando crei una nuova tabella, e finalmente non ti devi più inventare strane alchimie nella prima riga del file per dare i nomi corretti ai campi in FileMaker. 
E a proposito di alchimie, da FileMaker 18 puoi scegliere di eseguire le opzioni di auto inserimento dei dati per ogni singolo campo (oltre che per tutti o nessuno). E parlando di sogni che si avverano,  adesso puoi finalmente scegliere il carattere da utilizzare come separatore dei campi. Non vedrai l’ora di aggiornare tutti i tuoi script di importazione.
Ah, ovviamente vale anche per la conversione di file di dati in nuove soluzioni FileMaker, (e gli utenti non sviluppatori ringraziano).

Scripting

Possiamo gestire i file di testo
La novità più interessante sono le nuove istruzioni che permettono la gestione diretta dei file di testo: puoi creare, leggere, modificare ed eliminare qualunque tipo di file di testo. È davvero una rivoluzione con infinite possibilità: ne parla qui Giuseppe Pupita

È stata introdotta la possibilità di salvare lo schema del file in XML che non è da confondere con l’esportazione dei dati in XML.Viene esportata la strutturamdel file, ovvero tabelle, relazioni, formati e script e non i dati in esso contenuti: anche se sembra sovrapporsi alla funzione di creazione DDR presente negli strumenti developer, l’output è diverso, e capiremo come sfruttarlo al massimo nelle prossime versioni. Io qualche idea già ce l’ho, ma ne parleremo più avanti.

Meritano anche attenzione le aggiunte al protocollo cURL che può essere invocato mediante l’istruzione InserisciDaURL:  adesso sono supportati  alcuni protocolli di rete (smb, ldap, ldaps) ma soprattutto di posta ( smtp, smtps). Questo permette di inviare mail direttamente da InserisciDaURL: è anche l’unico modo per inviare mail in formato multipart/HTML senza utilizzare un plugin. Da non sottovalutare il fatto che adesso in caso di errore cURL, l’errore viene intercettato e riportato nel campo (o variabile) di destinazione, ovviamente a patto che non sia un campo contenitore.

A  partire da FileMaker 18 è possibile specificare la versione di FileMaker da invocare utilizzando lo storico protocollo URL fmp://, aggiungendo numero di versione prima dei due punti: ad esempio, il protocollo fmp18:// invoca sempre FileMaker Pro 18, anche se sono presenti altre versioni di FileMaker Pro/Advanced sulla macchina dell’utente. 

In FileMaker Go sono stati aggiunti alcuni standard barcode nell’istruzione Inserisci da dispositivo. 

Sicurezza

È stata rivista l’interfaccia della finestra di gestione sicurezza: si può operare direttamente dalla lista degli account: è inoltre possibile vedere se il tipo di account è supportato nel deployment corrente (ad esempio, se il file NON è ospitato su FileMaker Server è impossibile utilizzare gli account Oauth). 

Nella gestione dei set di privilegi è presente un nuova opzione che permette agli utenti di modificare gli altri utenti che non abbiano accesso completo al file, senza per questo poter modificare i privilegi estesi o i set di privilegi.

Plugin

È stata inoltre aggiunta una notifica relativa al caricamento dei plugin: se il plugin non è firmato digitalmente dallo sviluppatore, la prima volta che viene caricato appare un avviso. Il plugin può essere quindi aggiunto alla lista dei plugin fidati, accettato solo per una volta o rifiutato (e in questo caso non viene caricato). Questo aspetto sicuramente privilegia la sicurezza, ma va considerato nel caso di deployment di soluzioni con molti client, nel qual caso conviene gestire i plugin mediante FileMaker Server.

Modifica formati

È molto comoda la combinazione maiuscolo-freccia per spostare gli oggetti di 10 punti invece che di un punto singolo. È un piccolo passo per l’utente, ma è un grande balzo l’umanità.

Motore di calcolo

La funzione più attesa e desiderata è sicuramente While: una funzione ricorsiva, ovvero che richiama se stessa e esegue lo stesso calcolo fino a che non avviene una certa condizione, proprio come una funzione personalizzata, ma molto più semplice da utilizzare.

Sono così entusiasta di questa nuova funzione che ho voluto subito includerla all’interno del Laboratorio di scripting FileMaker. L’appuntamento è per una puntata BONUS che si terrà lunedì 27 maggio alle ore 14:00 (sei quindi ancora in tempo per iscriverti!)

Dato che all’interno dei parametri è possibile usare qualunque funzione del motore di calcolo (come If(), casi(), dichiara(), etc.), l’utilizzo di while apre scenari pressoché infiniti e permette di mandare in pensione buona parte delle funzioni personalizzate.  Per meglio gestire la ricorsività delle funzioni, sono state aumentate il numero massimo di iterazioni (da 10000 a 50000) ed è stata resa disponibile una funzione specifica per premettere all’utente di modificare questo numero.


Sono disponibili nuove funzioni per la gestione e la verifica delle firme digitali sui dati. È possibile infatti generare dei dati firmati digitalmente in base a una chiave privata RSA e a uno dei più comuni algoritmi in uso (MD5, MDC2, SHA, SHA1, SHA224, SHA256, SHA384, SHA512, quest’ultimo usato come default):la funzione gestisce anche chiavi private criptate, permettendo di inserire la password di decifrazione della chiave in un parametro apposito, e restituisce i dati in formato Base64. È anche disponibile una funzione inversa per verificare che le firme digitali applicate ai dati siano corrette, specificando la chiave RSA e l’algoritmo utilizzati per la firma.
La funzione RicavaAttibutoOggettoFormato è stata potenziata per webdirect, e supporta i parametri sorgente e contenuto per i grafici, e il parametro sorgente per i visualizzatori web.

Infine, sono state rese disponibili alcune funzioni di per ricavare il tipo di autenticazione dell’utente (FileMaker, Server Esterni, Oauth) e l’elenco dei file di testo aperti mediante le nuove istruzioni di script.

FileMaker Server

La versione 18 di FileMaker Server non presenta particolari modifiche all’interfaccia, ma evidenzia comunque un pesante lavoro “sotto il cofano”. Continua l’ottimizzazione per la gestione delle architetture multiprocessore e multicore, per poter utilizzare in maniera sempre più efficiente più core in parallelo. Sono stati implementate alcune opzioni nella riga di comando (CLI), relativi al backup e al numero di sessioni di script in contemporanea. È stato inoltre reso compatibile con Zabbix, il tool di monitoraggio open-source, come aggiunta ai dati forniti dall’Admin Console e dalle Admin API.

Requisiti di sistema

La nuova versione di FileMaker su Mac OSX supporta le ultime due versioni del sistema operativo al momento dell’uscita. La versione di Mac OSX necessaria per utilizzare FileMaker 18 è quindi la 10.13 (High Sierra), per cui diventa impossibile utilizzare sullo stesso OS la versione 18 insieme con le versioni antecedenti la 15. 
Oggettivamente questo è uno degli intralci maggiorori per uno sviluppatore, che come me necessità di più versioni di FileMaker sul proprio computer, anche perché è impossibile connettersi a un FMS 14 con versioni superiori alla 15 (a causa gli aggiornamenti di sicurezza). Al momento la soluzione migliore su Mac OSX è utilizzare una macchina virtuale per ospitare uno dei due ambienti FileMaker, quindi su un OS le versioni 15, 16, 17 e 18 e su un altro le versioni precedenti.

Conclusione

La versione 18 non porta miglioramenti clamorosi come la 16 (lato Pro) e la 17 (lato Server), ma si conferma comunque un bel passo avanti. FileMaker Server inizia a gestire bene il lavoro in parallelo su più core/processori, mentre lato Pro è stata migliorata la fluidità su Windows del nuovo metodo di gestione delle finestre. Aggiornare o non aggiornare, quindi? Per me è si, perché ci sono alcune funzioni che da sole valgono l’upgrade.

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Utilizza FileMaker dalla versione 2 (A.D. 1993), per sviluppare idee e soluzioni, e risolvere problemi. Membro della Filemaker Business Alliance, sviluppatore Certificato FileMaker 17, 16, 15, 14, 13, 12, 11, FileMaker Certified Trainer, si occupa di formazione, consulenza, sviluppo di soluzioni, con qualche incursione nell’editoria. Oltre a “Sviluppo FileMaker consapevole”, è autore di “FileMaker Pro 9 La Grande Guida” e di “FileMaker Pro 10 La Grande Guida”, entrambi editi da Mondadori Informatica, di articoli e di recensioni sulle principali riviste italiane del settore. Utilizza – con sentimenti ambivalenti – anche PHP, JavaScript, CSS/HTML, MySQL. Feroce capacità di analisi e problem solving.

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