FileMaker 19 è arrivato. E si può davvero dire che rappresenta la fine di un'era e l'inizio di un'altra.

La familiare icona a cui FileMaker ci ha abituato negli anni con veriazione di colori e stile non esiste più, sostituita da una "Claris Style"; anche il nome cambia: FileMaker Pro Advanced ridiventa FileMaker Pro, pur mantenendo tutte le funzioni "avanzate" - salvo la possibilità di creare runtime (che, come ampiamente preannunciato, non è più disponibile). Inoltre sembra che questa sia l'ultima versione con un numero: il ciclo di deployment è cambiato e verranno rilasciate versioni a intervalli ancora più brevi (quindi siamo a livello di mesi, non più di anni) con modifiche minori. E - novità richiestissima - entro la fine dell'anno sarà disponibile la versione Linux di FileMaker Server.

A livello strategico, si rafforza la connessione con FileMaker Cloud e con le tecnologie esterne, attraverso Javascript, il modulo di intelligenza artificiale di iOs e la possibilità di leggere dispositivi NFC.
Tuttavia, le due novità che attirano maggiormente l'attenzione sono l'implementazione diretta di Javascript nei visualizzatori web e la gestione dei componenti aggiuntivi.

Javascript e Visualizzatore Web

Sono ormai anni che si utilizzano librerie Javascript all'interno dei visualizzatori web, quindi quale sarebbe esattamente la "novità"? Questa è la domanda spontanea che sorge, ma in realtà la novità c'è, ed è grossa, e dipende da come i dati vengono gestiti. Se infatti in fase di visualizzazione la tecnica è relativamente semplice, e si può tranquillamente utilizzare il motore di calcolo per passare i dati alla libreria nel formato desiderato, più complicato è il "ripassare" a FileMaker i dati modificati dalla libreria. Fino alla versione 18 il metodo usato nel 99% dei casi è far chiamare alla libreria un url con il protocollo fmp:// che lanci uno script nel file corrente, passando i dati come parametro. Sistema che - per quanto usabile - non è particolarmente flessibile (pensiamo solo all'utilizzo con WebDirect, in cui questo sistema non funziona proprio) e viene usato in assenza di meglio.

E il "meglio" è finalmente arrivato. Per prima cosa, lato libreria JavaScript, è possibile eseguire una funzione specifica che lanci uno script nel client corrente (browser con webdirect compreso):

function performFileMakerScript() {
FileMaker.PerformScript ( "Nome script FileMaker", "Eventuale Parametro" );
}

che risolve il problema di affidarsi a un URL generico che richiami il file FileMaker in uso.
Dal lato FileMaker invece è presente una nuova istruzione di script ( Esegui Javascript in visualizzatore web) che esegue una specifica funzione in un oggetto visualizzatore web, con la possibilità di passare parametri dal motore di calcolo, e ne attende la fine. In questo caso, non viene restituito un risultato a livello di script, ma i risultati dovranno essere passati lato Javascript.
L'impatto di questa novità è davvero importante, sia per le possibilità che per la compatibilità, finalmente estesa al WebDirect.

Componenti aggiuntivi

I componenti sono oggetti che possono essere utilizzati dal modo Formato scheda, e permettono di aggiungere a una soluzione dei moduli standard relativi ad attività comuni, come la gestione degli allegati, gli indirizzi di posta o la gestione di check list. La procedura di inserimento è molto semplice: si selezione il componente, e lo si trascina sul formato. FileMaker crea le tabelle, le relazioni e anche gli script necessari. Per quanto attiene le relazioni, il motore di calcolo utilizza una procedura abbastanza sofisticata per identificare la chiave primaria, anche se come prima opzione viene cercato il campo della chiave primaria creato automaticamente (ID).

Il punto interessante è che la tecnologia utilizzata apre la possibilità di creare qualunque tipo di oggetto di FileMaker in maniera non manuale, permettendo magari la creazione di componenti da acquistare o anche la creazione di procedure complesse in maniera automatica (o quasi). Impressionante.

si, "ma FileMaker"?

Le novità lato FileMaker "puro" si concentrano su alcuni punti, il più evidente dei quali è sicuramente il miglioramento delle finestre di tipo scheda, che adesso sono compatibili con WebDirect, e che possono essere gestite via script, modificando le dimensioni o creando nuove finestre, cosa fin'ora impossibile.

Altra caratteristica molto desiderata sono le due funzioni dche gestiscono la conversione dei percorsi file. In sostanza ci sono almeno quattro diversi tipi di percorsi: Il percorso nativo FileMaker, il percorso file POSIX (unix-like), il percorso file Windows e l'URL. Avere una funzione che permetta di convertire un percorso FileMaker in uno degli altri tre (o viceversa) fa sicuramente risparmiare una grandiosa quantità di lavoro (e di funzioni persanlizzate) a chiunque utilizzi plugin o interagisca comunque con il mondo esterno.

Un'altra bella novità per molti sviluppatori è la possibilità di inserire in una stampa il numero totale delle pagine, evitando quindi la necessità di espedienti a livello di script. Sembra una piccola funzione, ma è uno dei problemi "storici" di FileMaker, che ha portato negli anni alla creazione di più di un espendiente in merito.

Go! mobile

Su FileMaker Go è sono disponibili nuove interessanti funzioni. È stato implementato il supporto alle scorciatoie di Siri, è stata introdotta la possibilità di leggere dispositivi NFC, la tecnologie che permette la trasmissione di dati trasmissione a corto raggio, utilizzata ad ad esempio nei bancomat contactless.
Altra grande novità è il supporto di Core ML, che è il modulo di Machine Learning utilizzato da iOS e MacOS. È quindi possibile interrogare il modulo a partire da dati del gestionale: un ulteriore passo nella steategia di integrazione con l'intelligena artificiale.

Le Data API colpiscono ancora

FileMaker 19 porta anche in dote una nuovissima istruzione di script, Esegui FileMaker Data API, che permette di interrogare direttamente le Data Api evitando tutta la la parte cURL, che viene gestita direttamente dall'istruzione di script. Oltre ad essere una comodità grandiosa, questa opzione permette di fare ricerche sullo stesso file, utilizzando i campi presenti su formati specifici e ricavando i risultati in JSON, utilissimo sia separatamente che come complemento a funzioni o librerie JavaScript. La parte più interessante è che - contrariamente a quanto si potesse pensare - la funzione può essere utilizzata anche senza FileMaker Server, quindi anche con un file in locale su FileMaker Pro. Ovviamente è necessaria la comprensione delle Data API e di JSON.

Opzioni file

Mediante le opzioni file è possibile selezionare un file da aprire direttamente all'apertura di FileMaker. È adesso possibile modificare la versione minima che può aprire il file anche quando il file è ospitato su FileMaker Server.

Usabilità

Su Mac Osx c'è una gradita novità: l'installazione dell'applicativo mediante Drag-and-Drop e il supporto al Dark Mode. Ovviamente il supporto è sull'interfaccia di FileMaker e non sul contenuto dei formati, che dovrà essere gestito normalmente. La funzione get(SystemAppearance) restituisce il modo (Aqua o DarkAqua) se si vuole utilizzarlo nel motore di calcolo.
Un'altra bella scorciatoia è la possibilità di passare da un formato all'altro in modo Formato Scheda digitanto una scorciatoia (alt-command-K su windows o command-option-K su osx) e scegliendo dalla lista dinamica che appare scrivendo il nome.

A livello di sistema…

Come previsto, il supporto per le Runtime è stato eliminato: non sarà quindi possibile creare runtime con versioni successive alla 18. Su Windows, la nuova versione di FileMaker Pro sarà disponibile solo a 64 bit. Questa caratteristica impatta non solo sull'utilizzo di plugin (che dovranno essere a 64 bit anch'essi), ma anche sulla connessione con i client di posta esterni. Per evitare un blocco dell'applicativo (il famigerato messaggio "l'applicazione esterna è occupata, ritentare", che però non permetteva l'uscita) sarà necessario utilizzare un client di posta a 64 bit (cosa che esclude l'80% degli Outlook installati, per la gioia dei responsabili IT).
Altro punto che è importante sottolineare è la mancata compatibilità di FileMaker 19 con la versione 17. Quindi FileMaker Pro 19 non potrà connettersi a FileMaker Server 17.

Windows 7 non è più supportata , mentre su Mac OSX è necessaria almeno la versione 10.14.

La ciliegina sulla torta…

È disponibile un nuovo tool a riga di comando che permette di aggiornare la struttura delle applicazioni a partire da un tracciato XML. Ricordate il DataMigrationTool? Ecco è simile, ma invece che spostare i dati, cambia la struttura stessa del file. Uno strumento che gli sviluppatori sognavano da anni!

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Utilizza FileMaker dalla versione 2 (A.D. 1993), per sviluppare idee e soluzioni, e risolvere problemi. Membro della Filemaker Business Alliance, sviluppatore Certificato FileMaker 17, 16, 15, 14, 13, 12, 11, FileMaker Certified Trainer, si occupa di formazione, consulenza, sviluppo di soluzioni, con qualche incursione nell’editoria. Oltre a “Sviluppo FileMaker consapevole”, è autore di “FileMaker Pro 9 La Grande Guida” e di “FileMaker Pro 10 La Grande Guida”, entrambi editi da Mondadori Informatica, di articoli e di recensioni sulle principali riviste italiane del settore. Utilizza – con sentimenti ambivalenti – anche PHP, JavaScript, CSS/HTML, MySQL. Feroce capacità di analisi e problem solving.

6 Commenti

  1. Il blocco ai client di posta 32bit su windows non è una grande idea, visto che la stessa Microsoft consiglia di installare Office in versione 32bit. Altro che gioia per i sistemisti...
    Anche la chiusura verso le vecchie versioni di OS X continua ad essere un brutto segnale.

    • Giovanni,
      nessuno è soddisfatto quanto un pezzo della compatibilità va a morire. E la "gioia" è ironica 🙂
      Per le vecchie versioni osx il problema è strutturale, in quanto si lega in maniera stretta alle librerie di sistema, che Apple cambia/evolve ogni paio di versioni circa.

      .g.

    • Entro massimo 48 ore dovremmo ricevere i codici delle licenze aggiornate. Arrivano, arrivano!

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