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FileMaker Cloud è sbarcato in Europa

Nessun uomo è un’isola (John Donne, poeta)

FileMaker ha reso disponibile FileMaker Cloud anche in Europa e in Medio Oriente, a meno di un anno dal lancio sul territorio nordamericano.

Grazie ai due data center situati in Irlanda e a Francoforte, anche gli utenti del Vecchio Continente potranno così beneficiare dei vantaggi della piattaforma FileMaker sulla "nuvola", senza dover investire il tempo e le risorse necessarie per la configurazione, la messa online e la manutenzione di un proprio server.

Keep It Simple, Stupid

Partiamo subito dalle basi. Come si compra FileMaker Cloud? Il servizio viene erogato tramite AWS, l’insieme di servizi di cloud computing di Amazon, con due differenti modalità di acquisto.

La prima, denominata BYOL ovvero Bring Your Own License,  è riservata a chi possiede una licenza acquistata presso altri canali di vendita (FBA, sito filemaker etc).

La seconda, denominata Buy License from AWS, è comprensiva di licenza FileMaker Cloud, modulabile a seconda del numero di utenti desiderato.

Primo punto fondamentale da chiarire: se si possiede già una licenza FileMaker Server occorre convertire la propria licenza in "noleggio annuale".

Secondo punto fondamentale: i tipi di istanza Amazon Elastic Compute Cloud (EC2) variano in base a potenza di elaborazione, memoria e capacità di collegamento in rete necessarie per l'esecuzione degli applicativi FileMaker.

Capire il costo "effettivo" del servizio può risultare un po' ostico a chi non ha mai configurato una istanza di Amazon AWS. Va considerato, di base, che il prezzo è da considerarsi "variabile" in base all'uso che se ne fa, quindi impossibile da determinare al centesimo in precedenza. I  fattori che fanno variare la base di costi, oltre alla potenza di calcolo dell'istanza in uso, sono peso del database in GB, quantità di dati trasferiti (oltre il primo GB) e tempo di utilizzo se non si sceglie un profilo annuale.

Semplice no?

Ready, Steady, Go!

Date le premesse, forse così semplice non sembra. E invece, la configurazione dell’ambiente, grazie ad una Admin Consolle completamente ridisegnata e con una usabilità degna delle migliori applicazioni web viste ultimamente, è semplice e veloce.

Prossimamente ci torneremo con un articolo che vi porterà, mano nella mano, a scoprire se la promessa di facilità d’uso unita alla potenza da parte dell’accoppiata AWS-FileMaker Cloud viene mantenuta.

Nessuna anticipazione su questo, siamo contrari agli spoiler ;).

Il servizio FileMaker Cloud si basa su server equipaggiati con CentOS Linux 7.2 e supporta FileMaker Pro, FileMaker Pro Advanced e FileMaker Go, tutti a partire dalle versioni 15.0.2, mentre i browser web e le le loro versioni minime consentite sono Safari 9.1.1, Internet Explorer 11, Microsoft Edge 25 e Chrome 48.

Una volta che il sistema sarà attivato e funzionante (operazione effettuata in meno di 30 minuti, questo ve lo possiamo già dire), saremo in grado di fornire un accesso sicuro e flessibile alle nostre app personalizzate da parte di dispositivi desktop e mobili, tramite client FileMaker Pro in ambiente Mac e Windows, FileMaker Go su iPhone e iPad e infine, grazie a FileMaker WebDirect, tramite browser web per utilizzatori di Linux e di telefoni e tablet Android.

Cloud vs Server

I nostri 25 lettori di manzoniana memoria (lo so che siete di più, molti di più) si staranno ora chiedendo se FileMaker Cloud e FileMaker Server non si facciano concorrenza fra di loro e quali siano gli scenari maggiormente adatti al primo e quali invece siano gli usi consigliabili per il secondo.

Ne parleremo più diffusamente in un altro approfondimento, sempre qui su FileMaker Guru, con una attenta disamina delle caratteristiche dei due prodotti, in una sorta di slalom parallelo in cui evidenzieremo quando affidarsi all’uno oppure all’altro.

Sounds good

Con l’arrivo di FileMaker Cloud si completa un percorso che, nel giro di pochi anni, ha trasformato i singoli prodotti FileMaker in una piattaforma in grado di fornire allo sviluppatore gli strumenti necessari per la realizzazione e il deployment di app personalizzate e, contemporaneamente, di non porre più alcun vincolo agli utenti in termini di dispositivi e ambienti di fruizione delle app stesse.

FileMaker, affidandosi ad un gigante del cloud computing e del provisioning come Amazon per l’erogazione del servizio, sembra avere fatto la mossa giusta, vista anche l’evoluzione di un mercato che lascia poco margine di errore e dove le scelte strategiche sbagliate si pagano nel breve periodo.

Definita la line up della band, con FileMaker Pro e FileMaker Pro Advanced a fare da voci soliste accompagnate da FileMaker Go, FileMaker WebDirect, FileMaker Server e FileMaker Cloud, non ci resta che goderci il concerto mentre la voce di un Neil Young d’annata ci ricorda che “Rock and Roll is here to stay”, proprio come la piattaforma FileMaker.

Quasi dimenticavo di dirvi che ne stiamo già parlando sul gruppo Facebook FileMaker Developer Italia: vieni a raccontarci le tue impressioni!

Nessuna domanda trovata

About Stefano Scarano

Negli anni Novanta rimane folgorato sulla via per Torino da FileMaker fin dalla versione 2.1, fra lo smontaggio di un Macintosh Plus e l’installazione di un System 6.0.5 nell’Apple Center in cui lavora in quel momento. Quando crea soluzioni su misura per clienti di settori a lui sconosciuti, usa il metodo Stanislavskij per immedesimarsi meglio. Progetta come un umanista, sviluppa come un informatico e mangia come un piranha: a volte però mischia le cose, perché gli piace variare. È mancino ma il pallone lo calcia col destro e il suo ruolo nel 4-4-2 è l’esterno di centrocampo.

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