Nella prima parte dell'articolo dedicato a Survey Manager, abbiamo preso in esame il caso di un'agenzia specializzata in indagini di mercato che vuole informatizzare la propria attività. Analizzando le fasi di creazione del questionario e di raccolta dati abbiamo visto come FileMaker consenta di costruire rapidamente uno strumento per la raccolta e lo scambio di dati veloce ed efficiente.

È però al momento di entrare in azione sul campo che la piattaforma FileMaker dà il meglio di sé. Come abbiamo visto, infatti, le interviste hanno luogo in diverse location: presso la sede centrale dell'agenzia, nelle sedi periferiche non connesse alla sede centrale e spesso sul territorio, intercettando cioè le persone per strada o in luoghi pubblici.

Sede centrale

Per quanto riguarda le interviste presso la sede centrale, non abbiamo particolari problemi. In questo caso utilizzeremo un applicativo multi-utente che lavora in architettura client/server, nativamente cross-platform. Basterà installare il client su una postazione per essere immediatamente operativi. Come fare però nelle altre circostanze in cui gli intervistatori si trovano ad operare ?

Sedi periferiche

Vediamo le varie opzioni che ci offre la piattaforma FileMaker, a partire dalle sedi periferiche:

  1. installare un client FileMaker e l'applicativo in ogni sede periferica. L'operazione è fattibile ma costosa: richiede infatti di installare su ogni macchina un client FileMaker, e per quanto il costo per licenza sia contenuto si tratta pur sempre di una spesa non indifferente. La distribuzione del lavoro, inoltre, è di tipo "granulare": le interviste sono affidate a molte sedi di piccole dimensioni. La spesa per l'installazione dei client ricadrebbe tutta sulle spalle della casa madre, e a quel punto si tratterebbe di un investimento cospicuo. In questo caso installare un client viene percepito come un overkill, un'esagerazione, dato che la postazione interessata userebbe in realtà solo una frazione delle cose che FileMaker è in grado di fare.
  2. consentire un accesso web all'applicativo. Anche questo è fattibile, ma richiede la creazione di un'interfaccia ad hoc. Grazie agli strumenti messi a disposizione da FileMaker l'operazione non è particolarmente complessa, ma si tratta ugualmente di rifare interamente l'interfaccia adattando le procedure alle peculiarità del web. Si finirebbe insomma su uno sviluppo custom associato all'uso di PHP, e l'operazione farebbe lievitare i costi. La sede periferica necessita inoltre di una connessione internet solida e affidabile, e questa non è sempre presente. Senza contare, poi, che non vi è alcuna necessità di essere online.

Fatta questa analisi, si è deciso di optare per la soluzione runtime: grazie alle capacità di FileMaker Advanced è possibile creare dei piccoli applicativi autonomi, single-user, che inglobano il motore di FileMaker ma operano indipendentemente.

La soluzione runtime

Creare una runtime è semplicissimo, basta scegliere l'opzione tra i tool disponibili in FileMaker Advanced e, dato che la cosa andrà ripetuta, salvare le impostazioni in un file di configurazione. L'unico piccolo inghippo sta nel dover creare una runtime per ciascuna piattaforma, ma l'ostacolo è tutt'altro che insuperabile.

In questo modo ogni sede ha il suo applicativo precaricato con i dati del questionario, applicativo che lavora localmente ed ha quindi un'ottima performance. La mancanza di connettività di rete non ci limita in nessun modo, mentre la presenza di tutte le funzioni di esportazione ci consente di inviare i dati alla sede centrale con estrema facilità.

1_seconda_parte

Non solo.  Le opzioni di reazione della runtime ci consentono di:

  1. rimuovere dall'applicativo tutti gli account da amministratore, proteggendo così il lavoro di sviluppo;
  2. abilitare la modalità Chiosco, un'opzione grazie alla quale solo l'applicativo rimane visibile sullo schermo. Niente di trascendentale, ma è un piccolo dettaglio che semplifica il lavoro dell'intervistatore.

Una volta creata la runtime basta caricarla su DropBox perchè arrivi a destinazione. DropBox ci viene incontro anche quando i dati percorrono il cammino in senso inverso: una procedura si occupa di estrarre i dati delle interviste dall'applicativo, impacchettarli in un unico blocco di testo relativo a ciascuna intervista e di mettere questi blocchi in un file che verrà poi inviato tramite DropBox alla sede centrale, dove avverrà la ricostruzione dei dati (vedi sotto).

Volendo essere rigorosi (pignoli?), proprio qui sta l'anello debole della catena: il file che viene creato è aperto ed è in chiaro, quindi un utente malizioso potrebbe entrare ed apportare modifiche. Anche questo ostacolo è facilmente superabile utilizzando un plugin per criptare i dati, anche gratuito, o semplicemente facendo viaggiare via DropBox l'intero applicativo.

Survey Manager sul territorio

Risolto il problema delle sedi periferiche passiamo a quello che apparentemente è l'ostacolo più arduo, la raccolta dati on the road.

Anche qua abbiamo varie opzioni:

  1. installare un client FileMaker nell'iPad e collegarsi alla sede centrale. La cosa è fattibile, costa una cifra trascurabile (al tempo 25 euro circa per 5 licenze di FileMaker Go 11) ma implica un collegamento in WAN al database centrale. Questo è possibile, ma richiede una buona copertura per quanto riguarda il traffico dati, ed in ogni caso la performance rischia di essere non sufficientemente elevata rispetto ai ritmi imposti dall'applicativo;
  2. consentire un accesso web all'applicativo, per il quale valgono le considerazione fatte in precedenza.

Da queste considerazioni emerge l'aspetto decisivo per la scelta della tecnologia. In realtà non vi è alcuna necessità di essere online: l'importante è raccogliere i dati dagli intervistati in maniera efficiente e rapida, la trasmissione alla sede centrale può avvenire anche successivamente. Da questo punto di vista, l'intervistatore è un po' come un rappresentante che va in giro dai suoi clienti: la sua necessità immediata è quella di aggiungere nuovi ordini, può inviarli alla sede centrale anche in seconda battuta.

L'operazione si rivela più semplice del previsto. Creiamo un file ad hoc da utilizzare sulla versione iPad di FileMaker, FileMaker Go, un file che è sostanzialmente una copia del file originale dal quale abbiamo tolto tutto quello che non ci serve (tempo di sviluppo nell'ordine dei minuti). Mettiamo questo file dentro un campo contenitore dell'applicativo desktop, e con una piccola procedura possiamo:

  • esportarlo in un punto conveniente e a noi noto;
  • eseguire nel file appena esportato una procedura di importazione del questionario che ci interessa corredato di tutti i dati di contorno, inclusi gli estremi della sede destinataria;
  • metterlo su DropBox a disposizione della sede interessata.

2-seconda-parte

Non solo: la versione iPad dell'applicativo ci consente di fare due o tre cosette che la versione desktop non riesce a fare, tipo scattare la foto all'intervistato, raccoglierne la firma in calce al consenso e raccogliere la firma dell'intervistatore.

L'unico momento tecnico sta nella procedura di passaggio dati tra il file per iPad e l'applicativo centrale, ed è (anche) da questa esperienza che nasce FMGo Syncro.

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FMGo Syncro

FMGo Syncro è un sistema che consente il passaggio dei dati da FileMaker Go su iPad/iPhone ad un file centrale su FileMaker/FileMaker server in rete locale. Il sistema utilizza un approccio push col quale è possibile governare il passaggio dati a livello del singolo record, verificando record per record se il passaggio dati è avvenuto in maniera corretta.

A livello del singolo record, la procedura di passaggio dati utilizzata da FMGo Syncro raduna i dati del record e dei suoi record correlati in un unico campo. Una volta che i dati sono stati raccolti in un unico campo, questi vengono passati al file centrale in un singolo passaggio.

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Nel file centrale i dati importati vengano processati e scritti nelle tabelle d'appartenenza con una procedura che utilizza delle funzioni custom. La procedura identifica la stringa di testo da processare, ne estrae nome della tabella e nome del campo, ed è in grado di scriverci il valore contenuto nella stringa processata, consentendoci quindi un'ottima scalabilità in caso di aggiunta di nuovi campi.

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Di fatto, viene ricostruita tutta l'architettura relazionale dei dati.

Conclusioni

E adesso?

Adesso siamo alla versione 13!

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Credits: Database Magazine

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