note a margine dalla 20° DevCon, a Las Vegas nel trentesimo anniversario di FileMaker
 
Come tutti gli anni, a luglio si è tenuta la consueta Conferenza degli Sviluppatori FileMaker (o FileMaker DevCon per gli habitué). Consueta, ma anche molto particolare: quest’anno si celebra non solo il trentesimo compleanno di FileMaker, ma anche la ventesima edizione della DevCon stessa. Numeri tondi, e anche molto inconsueti in informatica, a livello di durata sul mercato. Oltre 1.500 tra addetti ai lavori, sviluppatori, power user, responsabili IT e semplici appassionati (soprattutto statunitensi) hanno affollato le sale, i corridoi e i buffet della rassegna e sono riusciti a coniugare la passione per FileMaker con un tour nella goduriosa Vegas. Un numero record di partecipanti destinato ad aumentare il prossimo anno, dal 18 al 21 luglio 2016, sempre a Las Vegas.

What happens in Vegas, stays in Vegas… O per metterla in maniera "tombale", come ha fatto Rick Kalman, Manager of Product Management di FileMaker Inc.: "What happens in Vegas, rest in Vegas"; fra sessioni ufficiali e non ufficiali, incontri con fornitori di hosting, sviluppatori di plug-in e tool, e la mitica Developer Cup, i tre giorni sono volati molto rapidamente.

Oggi vorrei tralasciare il lato tecnico di cui vi parleremo più avanti, per soffermarmi su una Conclusione Filosofica che mi ha colpito durante la tre giorni di convention:
FileMaker È Morto. Anzi No.
 
Iniziamo con il tranquillizzare i più deboli di cuore: l'azienda che produce il nostro software preferito è viva e vegeta, la diffusione è in crescita e le novità non mancano ad ogni rilascio di una nuova versione.

Piattaforma non solo software

Quello che è cambiato in questi ultimi mesi è l’approccio commerciale: FileMaker Inc. ha iniziato a presentare il proprio prodotto come una “piattaforma” sempre più integrata (Pro + Go + WebDirect + Server) e come un SaaS (Software as a Service). Quindi proprio in quest’ottica vengono impostati sia il modello di sviluppo (frequenza delle versioni, tipo e numero delle novità di ciascuna versione) che il modello commerciale (costo e tipologia del licensing), entrambi molto cambiati nell’ultimo anno. Ad esempio, la maggior parte delle novità della 14 sono localizzate sul lato Server/Web/Go e nella interfaccia di sviluppo - e li è stato fatto un gran lavoro.
Il che significa però il disappunto di molti di coloro che utilizzano FileMaker come un vero “File Maker”, ovvero un applicativo per sviluppare delle soluzioni in proprio, per il proprio dipartimento/azienda o come sviluppatore “amatoriale”. Questo tipo di utenti, che di solito vedono FileMaker come un semplice quanto geniale creatore di soluzioni, spesso non sono molto interessati alla strategia generale o all'idea di piattaforma: quello che a loro interessa è una specifica funzionalità che risolva alcuni problemi contingenti, e in generale nuove funzioni su FileMaker PRO/Go, che viene vista come l’unica parte utilizzabile della piattaforma.
Di qui i commenti negativi sentiti negli ultimi mesi sulla “mancanza di novità” fra le versioni 13 e 14, dato che queste ultime release si sono concentrate più che altro sul versante sviluppatore (anche se qui devo mettere un punto io: ci voleva così tanto a mettere la nuova interfaccia del motore di calcolo anche nel visualizzatore dati?); chi vede la piattaforma FileMaker come il solo "FMPRO e poco più" si trova spesso a pensare che FileMaker sia arrivato al suo limite naturale e mostri una sempre maggiore complessità in cambio di nuove funzioni non così essenziali. Questo è un pensiero comune fra gli utenti di vecchia e vecchissima data (quelli che hanno masticato file .fp3, fp5 e fp7 e non fanno gli sviluppatori come professione) i quali sono nati informaticamente in un epoca in cui il software era “l’eseguibile”, di solito monopostazione, e si trovano a disagio nel considerare le varie possibilità che adesso FileMaker ci offre (ScriptSuServer, WebDirect, iPhone, iPad, PHP/web, etc).

Motivi di un disagio

Questo disagio - è il caso di dire dovuto all'abbondanza - viene principalmente da due fattori, il primo dei quali ha radice antiche: ciascuna nuova caratteristica, per il semplice fatto di esistere e di essere nuova, si scontra con le soluzioni escogitate negli anni dagli sviluppatori per ovviarne la mancanza; se a volte si tratta di rimedi di emergenza da abbandonare con malcelato sollievo, altre volte si tratta di veri e proprii framework che reggono soluzioni evolute in produzione e la cui modifica costa decine o centinaia di ore di lavoro (alzi la mano chi a suo tempo non ha dovuto convertire almeno una soluzione dalla logica multifile pre-7 al nuovo motore multitabellare della 7).
Il secondo motivo è più recente e più incentrato sul nuovo scenario informatico italiano: molti degli utenti di FileMaker sono tali proprio perché vogliono la possibilità di sviluppare la propria soluzione senza sapere nulla (o quasi) di codice e altri orrori similari. Il dover comunque considerare le varie possibilità non solo richiede una conoscenza di FileMaker più approfondita e maggior tempo di sviluppo, ma entra pesantemente anche nelle insicurezze personali di ciascuno.
Se all’epoca infatti il singolo utente poteva agire da “one man band” nel portare a termine la soluzione senza uscire dall'ambito di FileMaker, approfondire le nuove possibilità richiede di uscire dal proprio piccolo laghetto per entrare nell'oceano dell'informatica "codificata", cosa che spesso spaventa e disorienta gli utenti di vecchia data. Del resto è proprio il concetto di di applicativo ad essere arrivato al suo limite naturale: negli ultimi vent’anni è cambiato addirittura il contesto operativo, le abitudine di fruizione dei contenuti e le necessità di interscambio dati. E per prosperare in questo nuovo scenario FileMaker Inc. deve cavalcare le nuove necessità pur mantenendo la leggendaria facilità di uso: e non è una operazione che possa essere portata a termine senza compromessi, in termini di costi di licenze, di indirizzo di sviluppo e di quantità di funzioni disponibili.

L'amara conclusione

Il che ci porta all'altra Amara Conclusione: lo Sviluppatore Solitario (specie principale degli sviluppatori FileMaker) seguirà presto il Mammuth, la Tigre dai denti a sciabola e il Dodo, o, nel migliore dei casi, sopravviverà in nicchie ecologiche specifiche. Una soluzione evoluta odierna spesso necessita  l’apporto di diverse competenze (dall’esperto di interfaccia al web developer), molto difficili da concentrare ad alti livelli in un unico sviluppatore, e che richiedono quindi l'apporto di un team. Se posso farmi un complimento (e si sa, chi si loda…), devo dire che qualche anno fa ho previsto questa evoluzione, e ho modificato la mia attività da singolo sviluppatore a socio di una azienda strutturata, proprio per poter coprire tutta la crescente gamma di possibilità di FileMaker, e perché no, poter esplorare anche oltre i limiti dichiarati (where no men… 🙂 )… anche se lo Sviluppatore Solitario che è dentro di me sta piangendo come un bambino smarrito.

 

In sintesi, cosa dire a chiusura di cotanta filosofia? Semplicemente FileMaker è morto, viva FileMaker!

Non vedo l'ora di vedere cosa troveremo oltre la prossima versione! 🙂
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Utilizza FileMaker dalla versione 2 (A.D. 1993), per sviluppare idee e soluzioni, e risolvere problemi. Membro della Filemaker Business Alliance, sviluppatore Certificato FileMaker 17, 16, 15, 14, 13, 12, 11, FileMaker Certified Trainer, si occupa di formazione, consulenza, sviluppo di soluzioni, con qualche incursione nell’editoria. Oltre a “Sviluppo FileMaker consapevole”, è autore di “FileMaker Pro 9 La Grande Guida” e di “FileMaker Pro 10 La Grande Guida”, entrambi editi da Mondadori Informatica, di articoli e di recensioni sulle principali riviste italiane del settore. Utilizza – con sentimenti ambivalenti – anche PHP, JavaScript, CSS/HTML, MySQL. Feroce capacità di analisi e problem solving.

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